(massima n. 1)
In caso di illecito commesso nei confronti di una società di persone da un terzo, il socio - anche accomandante - può far valere autonomamente la propria pretesa al risarcimento del danno subito in ragione della percezione di un minor utile conseguente alla produzione di un minor reddito da parte della società o della totale perdita degli utili ritratti dalla società all'esito del relativo scioglimento e messa in liquidazione per l'impossibilità di operare.