Cassazione civile Sez. III ordinanza n. 16421 del 12 giugno 2024

(2 massime)

(massima n. 1)

In caso di illecito commesso nei confronti di una società di persone da un terzo, il socio - anche accomandante - può far valere autonomamente la propria pretesa al risarcimento del danno subito in ragione della percezione di un minor utile conseguente alla produzione di un minor reddito da parte della società o della totale perdita degli utili ritratti dalla società all'esito del relativo scioglimento e messa in liquidazione per l'impossibilità di operare.

(massima n. 2)

La lesione o la perdita della chance (cioè la compromissione o la perdita della possibilità di conseguire il risultato utile) determina un risarcibile danno non già futuro ma concreto ed attuale, che va commisurato alla perdita della possibilità stessa e stimato con valutazione necessariamente equitativa ex art. 1226 c.c.

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