Cassazione penale Sez. V sentenza n. 13267 del 15 gennaio 2020

(1 massima)

(massima n. 1)

La persona offesa imputata a sua volta in altro procedimento, ancora pendente, di un reato commesso nelle stesse circostanze di tempo e di luogo di quello rispetto al quale riveste la qualitą di vittima deve essere considerata persona indagata in procedimento collegato, ai sensi dell'art. 371, comma 2, lett. b), cod. proc. pen., e quindi la sua escussione dovrą essere preceduta dall'avvertimento di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), cod. proc. pen., la cui mancanza determina l'inutilizzabilitą delle dichiarazioni rese nei confronti dei terzi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto inutilizzabile la deposizione resa in assenza dell'avvertimento di cui all'art. 64 cod. proc. pen. dalla vittima di lesioni, a sua volta indagata per lo stesso reato, commesso nelle medesime circostanze di tempo e luogo, nei confronti della moglie dell'imputato). (Annulla con rinvio, TRIBUNALE NUORO, 16/01/2019)

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