Cassazione penale Sez. V sentenza n. 26143 del 2 maggio 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

La distinzione tra le fattispecie incriminatrici di cui all'art. 600, 1° co., c.p. e di cui all'art. 603 bis c.p. risiede nella condizione di soggezione continuativa in cui versa il soggetto passivo del reato, che deve essere indefettibilmente presente nella prima e non nella seconda.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.