Cassazione civile Sez. I sentenza n. 10848 del 5 dicembre 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

Nell'ipotesi in cui sussista e sia in corso un'apertura di credito regolata in conto corrente ed il relativo limite di fido non sia stato superato, non pu˛ individuarsi alcun obbligo restitutorio attuale da parte del correntista, il quale, secondo le facoltÓ consentite dal singolo contratto, ha la possibilitÓ di reintegrare la provvista per poterne ulteriormente disporre. Invece, in tutti gli altri casi in cui o venga superato il limite di fido (e, quindi, si esca dall'operativitÓ di quel contratto), ovvero non sussista un rapporto derivante da apertura di credito, per cui l'anticipazione eseguita dalla banca implichi un obbligo di restituzione, il versamento in conto ha funzione solutoria ed assume la veste di źpagamento╗ rilevante ai fini della revocatoria fallimentare. Una volta proposta tale ultima azione, l'attore pu˛ limitarsi a sostenere che tali versamenti, intesi come fatti solutori, avvennero per il rimborso di somme anticipate dalla banca in conto corrente, mentre costituisce onere della banca provare la sussistenza dell'apertura di credito ed il suo limite.

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