Cassazione penale Sez. V sentenza n. 20392 del 1 aprile 2025

(1 massima)

(massima n. 1)

La pubblicazione di un post offensivo su Facebook integra il reato di diffamazione quando la persona offesa non è presente al momento della pubblicazione e non può replicare immediatamente. La presenza virtuale o l'accessibilità al post tramite profili di terzi non sono sufficienti a configurare la modalità di ingiuria, che richiede una comunicazione diretta verso l'offeso.

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