Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 17656 del 12 marzo 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di maltrattamenti in famiglia si consuma il delitto di violenza domestica quando un soggetto impedisce ad un altro, in modo reiterato, persino di esprimere un proprio autonomo punto di vista se non con la sanzione della violenza - fisica o psicologica -, della coartazione e dell'offesa e quando la sensazione di paura per l'incolumitą (o di rischio o di controllo) riguarda sempre e solo uno dei due, soprattutto attraverso forme ricattatorie o manipolatorie rispetto ai diritti sui figli della coppia, mentre ricorrono le liti familiari quando le parti sono in posizione paritaria e si confrontano, anche con veemenza, riconoscendo e accettando, reciprocamente, il diritto di ciascuno di esprimere il proprio punto di vista.

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