Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 34027 del 6 giugno 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

Il reato di maltrattamenti in famiglia si configura non dalla reciprocitą delle offese, ma dall'asimmetria di posizione tra le parti, dove un soggetto, in posizione sovraordinata, limita la sfera di autodeterminazione dell'altra parte, inducendola a una condizione di sopraffazione e soggezione. La configurabilitą del reato di maltrattamenti in famiglia non richiede che le condotte violente siano sistematiche, essendo sufficiente la reiterazione di comportamenti lesivi della dignitą e identitą della persona offesa, volti a creare un contesto di disuguaglianza e supremazia all'interno del nucleo familiare.

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