(massima n. 1)
Integra il delitto di vilipendio delle tombe la condotta di chi, all'interno di un sacrario militare monumentale, pone in essere un ballo a ritmo "rap" sulle tombe dei caduti, cantando una canzone, per realizzare ed interpretare un video musicale, poi diffuso mediante internet. (In motivazione, la Corte ha precisato che il giudice, nel perimetrare la nozione penalmente rilevante di vilipendio, č tenuto a valutare la condotta con riferimento al bene giuridico tutelato dalla norma e verificare che i gesti compiuti o le espressioni utilizzate, pur se non dirette immediatamente contro la "res" normativamente contemplata, producano, in concreto, la lesione del rispetto del luogo di sepoltura e delle cose mortuarie e, quindi, del senso di pietā ispirato dal ricordo dei defunti).