(massima n. 1)
L'esercizio arbitrario delle proprie ragioni e la rapina si distinguono sotto il profilo dell'elemento soggettivo in quanto, nel primo caso, l'autore agisce nella ragionevole opinione di esercitare un diritto con la coscienza che l'oggetto della pretesa gli competa e, nel secondo, l'autore opera al fine di procurare per sé o per altri un profitto che egli sa essere ingiusto.