Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 41798 del 11 settembre 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

Il credito d'imposta legittimamente acquisito dalla banca cessionaria non costituisce profitto del reato e, pertanto, non è suscettibile di confisca né diretta (anche perché appartenente a persona estranea al reato), né per equivalente, perché ormai non più nella disponibilità del reo. Oltretutto il sequestro dei crediti tributari nei confronti del cessionario, secondo la sentenza n. 41798/2024 della Cassazione penale sarebbe pure inutile perché non inciderebbe sul profitto del reato conseguito dal reo con il corrispettivo della cessione.

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