Cassazione penale Sez. V sentenza n. 3878 del 17 dicembre 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

La configurabilitą dell'esimente del diritto di critica in riferimento al reato di diffamazione richiede che i termini usati, pur se oggettivamente offensivi, siano proporzionati e non trasmodino in una gratuita ed immotivata aggressione dell'altrui reputazione. Il giudice deve valutare il tenore del linguaggio utilizzato e il contesto in cui le parole sono state espresse, al fine di stabilire se il destinatario sia stato esposto al gratuito ludibrio altrui.

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