(massima n. 1)
L'elemento soggettivo del delitto di false attestazioni o certificazioni, di cui all'art. 55-quinquies d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, è costituito dal dolo generico, consistente nella coscienza e volontà della "immutatio veri", non essendo necessario che l'agente abbia altresì l'"animus nocendi vel decipiendi", sicché il delitto, ascrivibile alla categoria dei reati di pericolo, sussiste anche nel caso in cui la falsa attestazione sia stata posta in essere con la certezza di non produrre alcun danno.