Cassazione civile Sez. III sentenza n. 14597 del 9 luglio 2020

(1 massima)

(massima n. 1)

Qualora un pignoramento presso terzi abbia ad oggetto un credito che Ŕ stato giÓ azionato in sede esecutiva, il terzo pignorato, a seconda dei tempi delle due procedure, pu˛ proporre opposizione ex art. 615 c.p.c. avverso la procedura intentata ai suoi danni, al fine di dedurre il definitivo venir meno della titolaritÓ del credito in capo al proprio creditore, ma solo se e nella misura in cui sia stata giÓ pronunciata l'ordinanza di assegnazione implicante la sostituzione del proprio creditore con i creditori che quel credito hanno pignorato, oppure ha l'onere di dichiarare quella circostanza, ai sensi dell'art. 547 c.p.c., nella procedura di espropriazione presso terzi, rimanendo altrimenti esposto al rischio di restare obbligato sia nei confronti del proprio creditore originario sia del "creditor creditoris". Quest'ultimo, a sua volta, apprendendo notizia dell'azione esecutiva intrapresa dal suo debitore pu˛ sostituirsi allo stesso in forza dell'ordinanza di assegnazione del credito, che determina una successione a titolo particolare nel diritto in base all'art. 111 c.p.c., oppure mediante istanza di sostituzione in forza dell'art. 511 c.p.c. (Rigetta, TRIBUNALE ROMA, 28/06/2016).

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