Cassazione civile Sez. II ordinanza n. 23246 del 5 ottobre 2017

(1 massima)

(massima n. 1)

La promessa di pagamento, anche se titolata, diverge dalla confessione in quanto, mentre la prima consiste in una dichiarazione di volontÓ intesa ad impegnare il promittente all'adempimento della prestazione oggetto della promessa medesima, la seconda consiste nella dichiarazione di fatti sfavorevoli al dichiarante ed ha, perci˛, il contenuto di una dichiarazione di scienza; Ŕ tuttavia possibile che, nel contesto di un unico documento, accanto alla volontÓ diretta alla promessa, coesista una confessione di fatti pertinenti al rapporto fondamentale la quale, avendo valore di prova legale (nella specie, circa l'esistenza del credito) preclude la prova contraria ex art. 1988c.c.

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