Cassazione civile Sez. II sentenza n. 8817 del 10 aprile 2018

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 1052 c.c. pu˛ essere invocato al fine della costituzione di una servit¨ coattiva di passo carraio, in favore di un fondo non intercluso, non solo per esigenze dell'agricoltura o dell'industria, ma anche a tutela di esigenze abitative, da chiunque invocabili, emergendo, dopo la pronuncia della Corte costituzionale n. 167 del 1999, un mutamento di prospettiva secondo il quale l'istituto della servit¨ di passaggio non Ŕ pi¨ limitato ad una visuale dominicale e produttivistica, ma Ŕ proiettato in una dimensione dei valori della persona, di cui agli artt. 2 e 3 Cost., che permea di sÚ anche lo statuto dei beni ed i rapporti patrimoniali in generale. Nell'equilibrata applicazione dell'istituto, peraltro, la domanda, proposta a norma della ricordata disposizione, pu˛ essere accolta a condizione che sussista l'assenso dell'autoritÓ di vigilanza sul territorio e che il passaggio imposto non comporti un sacrificio, per il fondo servente, maggiore del beneficio per quello dominante, con possibilitÓ di derogare al limite imposto dall'art. 1051, ultimo comma, c.c. (che esonera da servit¨ case, cortili, giardini ed aie) solo previa accorta ponderazione degli interessi e con adeguato impiego dello strumento dell'indennitÓ, previsto dall'art. 1053 c.c.. (Rigetta, CORTE D'APPELLO SALERNO, 16/05/2013).

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