Cassazione civile Sez. III ordinanza n. 22730 del 12 settembre 2019

(1 massima)

(massima n. 1)

Ove venga proposta domanda di corresponsione di una somma a titolo di indennitÓ per miglioramenti sulla base degli artt. 192 c.c., 2033 c.c. e 936 c.c., il giudice non pu˛ qualificare l'azione ai sensi dell'art. 1150 c.c., giacchÚ il riconoscimento del diritto ivi previsto postula l'allegazione e la prova del possesso del bene da parte del creditore. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva riqualificato la domanda di rimborso delle spese sopportate dal coniuge per la ristrutturazione dell'immobile in proprietÓ dell'altro coniuge, avanzata ai sensi degli artt. 192, 2033 e 936 c.c., in termini di azione ex art. 1150 c.c., sull'erroneo presupposto che l'attore avesse composseduto il bene ristrutturato per il solo fatto che lo stesso era stato adibito a casa familiare). (Cassa con rinvio, CORTE D'APPELLO ROMA, 25/11/2016).

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