Cassazione penale Sez. III sentenza n. 10799 del 8 febbraio 2018

(1 massima)

(massima n. 1)

Il reato di cui all'art. 256, comma 1, D.Lgs. n. 152/2006 Ŕ configurabile nei confronti di chiunque svolga attivitÓ di gestione di rifiuti, anche di fatto o in modo secondario o consequenziale all'esercizio di una attivitÓ primaria diversa, che richieda, per il suo esercizio, uno dei titoli abilitativi indicati dalla legge e non sia caratterizzata da assoluta occasionalitÓ. Il carattere non occasionale della condotta di trasporto illecito di rifiuti pu˛ essere desunto anche da indici sintomatici, quali la provenienza del rifiuto da un'attivitÓ imprenditoriale esercitata da chi effettua o dispone l'abusiva gestione, l'eterogeneitÓ dei rifiuti gestiti, la loro quantitÓ, le caratteristiche del rifiuto indicative di precedenti attivitÓ preliminari di prelievo, raggruppamento, cernita, deposito (nella specie, il ricorrente aveva a disposizione un veicolo congruo al trasporto di materiali e la quantitÓ di rottami ferrosi rinvenuti nella sua disponibilitÓ deponeva nel senso di escludere la mera occasionalitÓ del trasporto tenuto anche conto dei limiti quantitativi fissati, sia pure ad altri fini, dall'art. 193, comma 5, D.Lgs. n. 152/2006, anche in ragione del fatto che detti rottami avevano natura eterogenea).

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