Cassazione civile Sez. II sentenza n. 1678 del 11 giugno 1973

(1 massima)

(massima n. 1)

AffinchÚ possa utilmente porsi una questione di simulazione, occorre la sussistenza di un accordo simulatorio, il quale come tale Ŕ necessariamente bilaterale, oppure di una simulata dichiarazione recettizia di volontÓ; non pu˛ dunque parlarsi di simulazione da parte del professionista il quale abbia annotato, nei libri contabili di una impresa (per la quale ha prestato attivitÓ professionale), un pagamento a lui fatto e poi intenda sostenere che in realtÓ si trattava di una scrittura di comodo, diretta a dissimulare un pagamento che in realtÓ era stato eseguito in favore di alcuni soci.

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