Consiglio di Stato Sez. V sentenza n. 5217 del 4 agosto 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

L'annullamento dell'atto presupposto comporta l'automatica caducazione dell'atto conseguenziale, con esclusione per il caso in cui con l'atto posteriore sia stato conferito un bene o una qualche utilitÓ ad un soggetto non qualificabile come parte necessaria nel giudizio che ha per oggetto l'atto presupposto; nÚ tale conclusione, che costituisce principio acquisito nella giurisprudenza del giudice amministrativo, pu˛ ritenersi indebolita dall'introduzione nel processo amministrativo del rimedio dell' opposizione di terzo, in quanto proprio il riconoscimento di un rimedio successivo di reazione conferma la necessitÓ di efficaci meccanismi preventivi di partecipazione, che evitino conflitti risolvibili con l'opposizione di terzo.

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