Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 1575 del 12 febbraio 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 2087 c.c. facendo carico al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l'integritÓ del dipendente, introduce un dovere che trova fonte immediata e diretta nel rapporto di lavoro e la cui inosservanza, ove sia stata causa di danno, pu˛ essere fatta valere con azione risarcitoria. Tuttavia Ŕ sempre necessario che siano ravvisabili, nella condotta del datore di lavoro, profili di colpa cui far risalire il danno all'integritÓ fisica patito dal dipendente. Pertanto, quando l'espletamento di mansioni proprie della qualifica di appartenenza sia incompatibile con lo stato di salute del lavoratore e comporti l'aggravamento di una preesistente malattia, non pu˛ ritenersi responsabile il datore di lavoro per non aver adottato le misure idonee a tutelare l'integritÓ fisica del dipendente, ove non risulti che egli era a conoscenza dello stato di salute di quest'ultimo e dell'incompatibilitÓ di tale stato con le mansioni affidategli.

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