Consiglio di Stato Sez. Ad. Plen. sentenza n. 4 del 26 aprile 2018

(5 massime)

(massima n. 1)

L'art. 120, commi 2 bis e 6 bis, cod. proc. amm., che ha introdotto il rito camerale c.d. superaccelerato, concerne esclusivamente il ricorso col quale siano contestati i requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali necessari per l'ingresso nella procedura di gara.

(massima n. 2)

Anche nello svolgimento dell'attivitÓ autoritativa, l'amministrazione Ŕ tenuta a rispettare oltre alle norme di diritto pubblico (la cui violazione implica, di regola, l'invaliditÓ del provvedimento e l'eventuale responsabilitÓ da provvedimento per lesione dell'interesse legittimo), anche le norme generali dell'ordinamento civile che impongono di agire con lealtÓ e correttezza, la violazione delle quali pu˛ far nascere una responsabilitÓ da comportamento scorretto, che incide non sull'interesse legittimo, ma sul diritto soggettivo di autodeterminarsi liberamente nei rapporti negoziali, cioŔ sulla libertÓ di compiere le proprie scelte negoziali senza subire ingerenze illecite frutto dell'altrui scorrettezza.

(massima n. 3)

Nell'ambito del procedimento di evidenza pubblica, i doveri di correttezza e buona fede sussistono, anche prima e a prescindere dell'aggiudicazione, nell'ambito in tutte le fasi della procedura ad evidenza pubblica, con conseguente possibilitÓ di configurare una responsabilitÓ precontrattuale da comportamento scorretto nonostante la legittimitÓ dei singoli provvedimenti che scandiscono il procedimento.

(massima n. 4)

La responsabilitÓ precontrattuale della pubblica amministrazione pu˛ derivare non solo da comportamenti anteriori al bando, ma anche da qualsiasi comportamento successivo che risulti contrario, all'esito di una verifica da condurre necessariamente in concreto, ai doveri di correttezza e buona fede.

(massima n. 5)

AffinchÚ nasca la responsabilitÓ dell'amministrazione non Ŕ sufficiente che il privato dimostri la propria buona fede soggettiva (ovvero che egli abbia maturato un affidamento incolpevole circa l'esistenza di un presupposto su cui ha fondato la scelta di compiere conseguenti attivitÓ economicamente onerose), ma occorrono gli ulteriori seguenti presupposti: a) che l'affidamento incolpevole risulti leso da una condotta che, valutata nel suo complesso, e a prescindere dall'indagine sulla legittimitÓ dei singoli provvedimenti, risulti oggettivamente contraria ai doveri di correttezza e di lealtÓ; b) che tale oggettiva violazione dei doveri di correttezza sia anche soggettivamente imputabile all'amministrazione, in termini di colpa o dolo; c) che il privato provi sia il danno-evento (la lesione della libertÓ di autodeterminazione negoziale), sia il danno-conseguenza (le perdite economiche subite a causa delle scelte negoziali illecitamente condizionate), sia i relativi rapporti di causalitÓ fra tali danni e la condotta scorretta che si imputa all'amministrazione.

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