Cassazione penale Sez. I sentenza n. 6528 del 3 giugno 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

Il giudice che ritenga di aderire alle conclusioni del perito d'ufficio, in difformitÓ da quelle del consulente di parte, non pu˛ essere gravato dell'obbligo di fornire, in motivazione, autonoma dimostrazione dell'esattezza scientifica delle prime e dell'erroneitÓ, per converso, delle altre, dovendosi al contrario considerare sufficiente che egli dimostri di avere comunque valutato le conclusioni del perito di ufficio, senza ignorare le argomentazioni del consulente e potendosi quindi ravvisare vizio di motivazione solo se queste ultime siano tali da dimostrare in modo assolutamente lampante e inconfutabile la fallacia delle conclusioni peritali. (Fattispecie in tema di perizia dattiloscopica).

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