Cassazione civile Sez. III sentenza n. 21235 del 20 ottobre 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

Il giuramento suppletorio ai sensi dell'art. 2736, n. 2, c.c. Ŕ deferibile d'ufficio ed Ŕ quindi oggetto di un potere pienamente discrezionale del giudice, il cui esercizio la parte pu˛ solo sollecitare, sicchŔ il giudice d'appello pu˛ sempre ammettere il suddetto giuramento ove ritenga la domanda o le eccezioni non pienamente provate ma non del tutto sfornite di prova, senza incontrare impedimento - nei giudizi assoggettati al rito del lavoro - nell'art. 437 c.p.c., il quale regola l'attivitÓ delle parti, ma non limita in alcun modo i poteri che il giudice pu˛ esercitare d'ufficio, con l'ulteriore conseguenza che, non applicandosi al giuramento suppletorio la norma testÚ menzionata, la sua deferibilitÓ non Ŕ condizionata dalla indispensabilitÓ, prevista dallo stesso articolo quale condizione per l'ammissione dei nuovi mezzi di prova.

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