Cassazione civile Sez. I sentenza n. 16171 del 30 luglio 2015

(2 massime)

(massima n. 1)

La parte vittoriosa non pu˛ proporre impugnazione incidentale, che presuppone la soccombenza, ma pu˛ chiedere al giudice del gravame di fornire, fermo restando il dispositivo, una soluzione giuridicamente pi¨ corretta, risollevando, in caso di appello, le medesime questioni ex art. 346 c.p.c., ovvero, innanzi alla Corte di cassazione, sollecitando il potere di correzione della motivazione ex art. 384 c.p.c.

(massima n. 2)

In tema di giudizio di rinvio, il principio della rilevabilitÓ del giudicato (sia interno che esterno) in ogni stato e grado del giudizio deve essere coordinato con i principi che disciplinano il giudizio di rinvio e, segnatamente, con la prospettata efficacia preclusiva della sentenza di cassazione con rinvio, che riguarda non solo le questioni dedotte dalle parti o rilevate d'ufficio nel giudizio di legittimitÓ, ma anche quelle che costituiscono il necessario presupposto della sentenza, ancorchÚ non dedotte o rilevate in quel giudizio, sicchÚ il giudice di rinvio non pu˛ prendere in esame neppure la questione concernente l'esistenza di un giudicato esterno o (come nella specie) interno, qualora l'esistenza di quest'ultimo, pur potendo essere allegata o rilevata, risulti tuttavia esclusa, quantomeno implicitamente, dalla sentenza di cassazione con rinvio.

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