Cassazione civile Sez. I sentenza n. 12254 del 12 giugno 2015

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 2497 cod. civ. prevede un'unica azione di responsabilitÓ che pu˛ essere esercitata dai creditori sociali della societÓ eterodiretta (e, in caso di fallimento, dal curatore) nei confronti dell'ente o della societÓ che ha abusato dell'attivitÓ di direzione e coordinamento, al fine di ottenere il ristoro del pregiudizio conseguente alla lesione cagionata all'integritÓ del patrimonio sociale. Pertanto, il terzo comma della menzionata disposizione, nel prevedere che il creditore sociale pu˛ agire nei confronti dell'ente o della societÓ che svolge attivitÓ di direzione e coordinamento solo se non sia stato soddisfatto dalla societÓ soggetta a tale attivitÓ, si limita ad individuare una condizione di ammissibilitÓ dell'azione di responsabilitÓ prevista dal primo comma, ma non costituisce il fondamento normativo di un'ulteriore responsabilitÓ sussidiaria tipica della cd. "holding" per il pagamento dei debiti insoddisfatti della societÓ eterodiretta.

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