Cassazione civile Sez. VI-5 sentenza n. 27094 del 3 dicembre 2013

(1 massima)

(massima n. 1)

La riassunzione del giudizio davanti al giudice del rinvio, eseguita con notificazione presso il domiciliatario ovvero al difensore costituito nelle pregresse fasi di merito, anzichŔ alla parte personalmente, Ŕ nulla, ma - data la possibilitÓ di ricollegare tali soggetti con precedenti designazioni della stessa parte - non Ŕ inesistente. Ne consegue che, in applicazione dell'art. 291 cod. proc. civ., il giudice del rinvio non pu˛ dichiarare, in tale ipotesi, l'estinzione del processo, ma, a meno che la parte intimata non si sia costituita, sanando la nullitÓ, deve ordinare la rinnovazione della notificazione. Se, nonostante l'invaliditÓ, il giudizio sia proseguito, la Corte Suprema, a cui la questione venga dedotta, deve dichiarare la nullitÓ e cassare la sentenza impugnata con rinvio, quand'anche nelle more delle precorse fasi processuali sia decorso il termine perentorio stabilito dall'art. 393 cod. proc. civ., potendo la menzionata nullitÓ essere sanata con effetto retroattivo dalla riassunzione della causa dinanzi al giudice del rinvio, ritualmente eseguita dall'una o dall'altra parte in lite, con le forme prescritte dall'art. 392, secondo comma, cod. proc. civ.

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