Cassazione civile Sez. III sentenza n. 15991 del 21 luglio 2011

(2 massime)

(massima n. 1)

La disomogenea morfologia e la disarmonica funzione del torto civile rispetto al reato impone, nell'analisi della causalitÓ materiale, l'adozione del criterio della probabilitÓ relativa (anche detto criterio del "pi¨ probabile che non"), che si delinea in una analisi specifica e puntuale di tutte le risultanze probatorie del singolo processo, nella loro irripetibile unicitÓ, con la conseguenza che la concorrenza di cause di diversa incidenza probabilistica deve essere attentamente valutata e valorizzata in ragione della specificitÓ del caso concreto, senza potersi fare meccanico e semplicistico ricorso alla regola del "50% plus unum".

(massima n. 2)

In materia di rapporto di causalitÓ nella responsabilitÓ civile, in base ai principi di cui agli artt. 40 e 41 c.p., qualora le condizioni ambientali od i fattori naturali che caratterizzano la realtÓ fisica su cui incide il comportamento imputabile dell'uomo siano sufficienti a determinare l'evento di danno indipendentemente dal comportamento medesimo, l'autore dell'azione o della omissione resta sollevato, per intero, da ogni responsabilitÓ dell'evento, non avendo posto in essere alcun antecedente dotato in concreto di efficienza causale; qualora, invece, quelle condizioni non possano dar luogo, senza l'apporto umano, all'evento di danno, l'autore del comportamento imputabile Ŕ responsabile per intero di tutte le conseguenze da esso scaturenti secondo normalitÓ, non potendo, in tal caso, operarsi una riduzione proporzionale in ragione della minore gravitÓ della sua colpa, in quanto una comparazione del grado di incidenza eziologica di pi¨ cause concorrenti pu˛ instaurarsi soltanto tra una pluralitÓ di comportamenti umani colpevoli, ma non tra una causa umana imputabile ed una concausa naturale non imputabile. Ne consegue che, a fronte di una sia pur minima incertezza sulla rilevanza di un eventuale contributo "con-causale" di un fattore naturale (quale che esso sia), non Ŕ ammesso, sul piano giuridico, affidarsi ad un ragionamento probatorio "semplificato", tale da condurre "ipso facto" ad un frazionamento delle responsabilitÓ in via equitativa, con relativo ridimensionamento del "quantum" risarcitorio.

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