Cassazione civile Sez. III sentenza n. 16392 del 13 luglio 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

Il danno da riduzione della capacitÓ di lavoro, sofferto da persona che - come la casalinga - provveda da sÚ al lavoro domestico, costituisce una ipotesi di danno patrimoniale, e non biologico. Ne consegue che chi lo invoca ha l'onere di dimostrare che gli esiti permanenti residuati alla lesione della salute impediscono o rendono pi¨ oneroso (ovvero impediranno o renderanno pi¨ oneroso in futuro) lo svolgimento del lavoro domestico; in mancanza di tale dimostrazione nulla pu˛ essere liquidato a titolo di risarcimento di tale tipologia di danno patrimoniale (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito la quale aveva negato il risarcimento del danno patrimoniale da riduzione della capacitÓ di lavoro ad una casalinga che aveva patito una deviazione del setto nasale).

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