Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 15489 del 11 luglio 2007

(2 massime)

(massima n. 1)

Il tratto caratterizzante della figura del dirigente Ŕ rappresentato dall'esercizio di un potere ampiamente discrezionale che incide sull'andamento dell'intera azienda o che attiene ad un autonomo settore produttivo della stessa, non essendo per converso necessaria la preposizione all'intera azienda.

(massima n. 2)

L'uso aziendale, quale fonte di un obbligo unilaterale di carattere collettivo che agisce sul piano dei rapporti individuali con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale, presuppone non giÓ una semplice reiterazione di comportamenti, ma uno specifico intento negoziale di regolare anche per il futuro determinanti aspetti del rapporto lavorativo; nella individuazione di tale intento negoziale non pu˛ prescindersi dalla rilevanza dell'assetto normativo positivo in cui esso si Ŕ manifestato, secondo una valutazione rimessa al giudice di merito e incensurabile in sede di legittimitÓ se non per violazione di criteri legali di ermeneutica contrattuale e per vizi di motivazione. (Nella specie, la sentenza di merito, confermata dalla S C, aveva escluso il diritto dei lavoratori a percepire una integrazione al premio di rendimento corrisposto da un istituto di credito ritenendo insussistente l'uso negoziale per difetto dell'elemento soggettivo).

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