Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 6199 del 22 giugno 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

Attesa l'applicabilitÓ al rapporto di lavoro domestico della tutela della maternitÓ prevista dall'art. 2110 c.c., anche per tale rapporto di lavoro, in occasione della maternitÓ, deve ritenersi sussistente il divieto di licenziamento per un periodo che, non essendo applicabile nÚ la legge n. 1204 del 1971 (non estensibile in toto allo speciale rapporto delle collaboratrici familiari in quanto presupponente un'organizzazione del lavoro capace di consentire la sostituzione per lunghi periodi della lavoratrice in gravidanza e puerperio), nÚ le convenzioni internazionali in materia (non direttamente operanti atteso il rinvio, in esse contenuto, a interventi complementari del legislatore nazionale), dovrÓ essere individuato dal giudice che, in mancanza di usi normativi e in caso di non applicabilitÓ del contratto collettivo di categoria, determinerÓ equitativamente le modalitÓ temporali del divieto di licenziamento della lavoratrice domestica in maternitÓ, definendo i diritti e gli obblighi delle parti durante il periodo in cui tale divieto sia ritenuto operante; legittimo parametro di riferimento di tale giudizio equitativo, per la sua coerenza con le norme della legge n. 1204 del 1971 applicabili anche alle lavoratrici domestiche, pu˛ essere individuato in quel periodo (due mesi prima e tre mesi dopo il parto) in cui Ŕ vietato adibire al lavoro tutte le lavoratrici dipendenti, riconoscendo alle stesse una indennitÓ giornaliera adeguata alla retribuzione, indennitÓ corrisposta, nel caso delle collaboratrici familiari, direttamente dall'Inps.

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