Cassazione penale Sez. Unite sentenza n. 28659 del 8 giugno 2017

(1 massima)

(massima n. 1)

Il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneitā delle violazioni e del bene protetto, la contiguitā spazio-temporale, le singole causali, le modalitā della condotta, la sistematicitā e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea.

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