Cassazione penale Sez. V sentenza n. 16285 del 26 aprile 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini della sussistenza dell'ipotesi criminosa del delitto di omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.), Ŕ sufficiente che l'agente abbia posto in essere atti diretti a percuotere o ledere una persona e che esista un rapporto di causa ed effetto tra i predetti atti e l'evento morte, mentre proprio l'azione violenta (che pu˛ essere costituita anche da una spinta) - estrinsecandosi in un'energia fisica, pi¨ o meno rilevante, esercitata direttamente nei confronti della persona - ove consapevole e volontaria, Ŕ rivelatrice della sussistenza del dolo di percosse e di lesioni, per cui quando da essa derivi la morte, dÓ luogo a responsabilitÓ a titolo di omicidio preterintenzionale. *

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