Cassazione penale Sez. Unite sentenza n. 6 del 31 marzo 1999

(1 massima)

(massima n. 1)

Il delitto di falsitā ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.) sussiste solo qualora l'atto pubblico, nel quale la dichiarazione del privato č stata trasfusa, sia destinato a provare la veritā dei fatti attestati, e cioč quando una norma giuridica obblighi il privato a dichiarare il vero ricollegando specifici effetti all'atto-documento nel quale la sua dichiarazione č stata inserita dal pubblico ufficiale ricevente. (In applicazione di tale principio la Corte ha escluso la configurabilitā del delitto de quo nel caso di falsa denuncia di smarrimento di un assegno bancario ricevuta a verbale da ufficiale di polizia giudiziaria).

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