Cassazione penale Sez. I sentenza n. 44193 del 18 ottobre 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

Lo strumento per adeguare l'ordinamento interno ad una decisione definitiva della Corte EDU va individuato, in via principale, nella revisione introdotta dalla sentenza additiva della Corte costituzionale n. 113 del 2011, applicabile sia nelle ipotesi di vizi procedurali rilevanti ex art. 6 della Convenzione EDU, sia in quelle di violazione dell'art. 7 della stessa Convenzione che non implichino un vizio assoluto di responsabilitÓ (per l'assenza di una norma incriminatrice al momento del fatto), ma solo un difetto di prevedibilitÓ della sanzione - ferma restando la responsabilitÓ penale - o che comunque lascino aperte pi¨ soluzioni del caso; lo strumento dell'incidente di esecuzione, invece, pu˛ essere utilizzato solo quando l'intervento di rimozione o modifica del giudicato sia privo di contenuto discrezionale, risolvendosi nell'applicazione di altro e ben identificato precetto senza necessitÓ della previa declaratoria di illegittimitÓ costituzionale di alcuna norma, fermo restando che, qualora l'incidente di esecuzione sia promosso per estendere gli effetti favorevoli della sentenza della Corte EDU ad un soggetto diverso da quello che l'aveva adita, Ŕ necessario anche che la predetta decisione (pur non adottata nelle forme della "sentenza pilota") abbia una obiettiva ed effettiva portata generale, e che la posizione dell'istante sia identica a quella del caso deciso dalla Corte di Strasburgo.

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