Cassazione penale Sez. II sentenza n. 53645 del 16 dicembre 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di misure cautelari personali, il requisito dell'attualitÓ del pericolo di reiterazione del reato richiede una valutazione prognostica circa la probabile ricaduta nel delitto, fondata sia sulla permanenza dello stato di pericolositÓ personale dell'indagato dal momento di consumazione del fatto sino a quello in cui si effettua il giudizio cautelare, desumibile dall'analisi soggettiva della sua personalitÓ, sia sulla presenza di condizioni oggettive ed "esterne" all'accusato, ricavabili da dati ambientali o di contesto - quali le sue concrete condizioni di vita in assenza di cautele - che possano attivarne la latente pericolositÓ, favorendo la recidiva. Ne consegue che il pericolo di reiterazione Ŕ attuale ogni volta in cui sussista un pericolo di recidiva prossimo all'epoca in cui viene applicata la misura, seppur non imminente. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la valutazione prognostica non pu˛ estendersi alla previsione di una "specifica occasione" per delinquere, che esula dalle facoltÓ del giudice).

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