Cassazione civile Sez. III sentenza n. 14426 del 15 luglio 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

L'accertamento in ordine alla essenzialitÓ del termine per l'adempimento, ex art. 1457 c.c., Ŕ riservato al giudice di merito e va condotto alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell'oggetto del contratto, di modo che risulti inequivocabilmente la volontÓ delle parti di ritenere perduta l'utilitÓ economica del contratto con l'inutile decorso del termine medesimo, che non pu˛ essere desunta solo dall'uso dell'espressione "entro e non oltre", riferita al tempo di esecuzione della prestazione, se non emerga, dall'oggetto del negozio o da specifiche indicazioni delle parti, che queste hanno inteso considerare perduta, decorso quel lasso di tempo, l'utilitÓ prefissatasi. (Nella specie, la S.C. ha escluso la possibilitÓ di considerare essenziale, in mancanza di ulteriori elementi che ne attestassero l'improrogabilitÓ, la data di consegna di un plico, convenuta in un contratto di trasporto con la dicitura "entro il", negando al mittente il risarcimento dei danni correlati alla perdita di contributi comunitari, quale conseguenza della mancata esecuzione della prestazione nel rispetto del termine pattuito).

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