Cassazione civile Sez. Unite ordinanza n. 6019 del 25 marzo 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

AffinchÚ un bene non appartenente al demanio necessario possa rivestire il carattere pubblico proprio dei beni patrimoniali indisponibili, in quanto destinati a un pubblico servizio ai sensi dell'art. 826, comma 3, c.c., deve sussistere il doppio requisito (soggettivo e oggettivo) della manifestazione di volontÓ dell'ente titolare del diritto reale pubblico (e, perci˛, un atto amministrativo da cui risulti la specifica volontÓ dell'ente di destinare quel determinato bene a un pubblico servizio) e dell'effettiva e attuale destinazione del bene al pubblico servizio; in difetto di tali condizioni e della conseguente ascrivibilitÓ del bene al patrimonio indisponibile, la cessione in godimento del bene medesimo in favore di privati non pu˛ essere ricondotta a un rapporto di concessione amministrativa, ma, inerendo a un bene facente parte del patrimonio disponibile, al di lÓ del "nomen iuris" che le parti contraenti abbiano inteso dare al rapporto, essa viene a inquadrasi nello schema privatistico della locazione, con la conseguente devoluzione della cognizione delle relative controversie alla giurisdizione del giudice ordinario.

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