Cassazione penale Sez. III sentenza n. 33470 del 5 ottobre 2006

(1 massima)

(massima n. 1)

Il delitto di cui all'art. 600 bis c.p. sussiste anche nel caso il cui l'autore del reato abbia indotto soggetti minorenni ad avere rapporti retribuiti non giÓ con una pluralitÓ indiscriminata di persone, ma solo con l'agente stesso; infatti l'interesse protetto dalla fattispecie Ś a differenza di quello tutelato nella legge n. 75 del 1958 in materia di sfruttamento della prostituzione Ś Ŕ il libero sviluppo psicofisico del minore, il quale pu˛ essere messo a repentaglio da qualsiasi tipo di mercificazione del suo corpo. Per tale ragione il legislatore ha previsto in riferimento alla prostituzione minorile, nei commi secondo e terzo della citata disposizione, la punibilitÓ del źcliente╗ per la quale Ŕ sufficiente che il minore abbia ricevuto denaro od altra utilitÓ economica in cambio di prestazioni di tipo sessuale. (Nel caso di specie, si trattava di un soggetto che, dopo avere svolto un'attivitÓ di convincimento volta a superare le inibizioni morali e ad influire sulle determinazione di minori di anni quattordici per indurli al meretricio, aveva avuto con gli stessi rapporti sessuali a pagamento).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.