Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 25302 del 16 giugno 2015

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini della configurabilitÓ del delitto di scambio elettorale politico-mafioso, come previsto dall'art. 416 ter c.p. nel testo vigente dopo le modifiche introdotte dalla L. n. 62 del 2014, non Ŕ necessario che l'accordo concernente lo scambio tra voto e denaro o altra utilitÓ contempli l'attuazione, o l'esplicita programmazione, di una campagna attuata mediante intimidazioni solo quando il soggetto che si impegna a reclutare i suffragi Ŕ persona intranea ad una consorteria di tipo mafioso ed agisce per conto e nell'interesse di quest'ultima, poichŔ esclusivamente in tal caso il ricorso alle modalitÓ di acquisizione del consenso tramite la modalitÓ di cui all'art. 416 bis, terzo comma, c.p. pu˛ dirsi immanente all'illecita pattuizione.

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