Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 8117 del 12 luglio 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

A fronte della legittima richiesta di compimento di un atto d'ufficio rientrante fra quelli previsti dall'art. 328, comma 1, c.p., il rifiuto opposto dal destinatario di detta richiesta non pu˛ trovare giustificazione nell'asserita inosservanza di disposizioni interne alla struttura dell'ufficio del quale egli fa parte, atteso che l'interposizione di tale struttura non pu˛ essere ritenuta idonea, per la natura strumentale che la caratterizza, ad operare una cesura tra la fonte e le ragioni dell'obbligo, da una parte, ed il soggetto finale tenuto ad adempierlo, dall'altra. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la penale responsabilitÓ per indebito rifiuto di atti d'ufficio a carico di medici legali di una UnitÓ sanitaria locale i quali, incaricati dall'autoritÓ giudiziaria di effettuare accertamenti sullo stato di salute di taluni soggetti detenuti agli arresti domiciliari, si erano rifiutati di adempiere al detto incarico sostenendo, tra l'altro, di essere addetti solo ad attivitÓ ambulatoriale interna e di non poter assolvere altri compiti senza disposizione scritta del dirigente del servizio).

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