Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 4300 del 9 maggio 1997

(1 massima)

(massima n. 1)

Il delitto di corruzione si configura come reato a duplice schema, principale e sussidiario. Secondo quello principale, il reato viene commesso con due attività, l'accettazione della promessa e il ricevimento della utilità e il momento consumativo coincide con il ricevimento della utilità e, allorché vi siano più dazioni di pagamento, ogni remunerazione integra un fatto reato e una pluralità di dazioni corrisposte in esecuzione di un unico patto corruttivo configura un delitto continuato. Secondo lo schema sussidiario, che si realizza quando la promessa non viene mantenuta, il reato si perfeziona con la sola accettazione della promessa. (Affermando tale principio, la Suprema Corte ha ritenuto che nel caso di specie, vertendosi nell'ipotesi dello schema principale, e trattandosi di plurime dazioni di compenso collegate all'accordo corruttivo, il termine della prescrizione decorresse dal giorno in cui era avvenuta l'ultima corresponsione).

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