Cassazione penale Sez. I sentenza n. 9323 del 12 agosto 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

Nella responsabilitÓ concorsuale di cui all'art. 116 c.p. il soggetto che non volle il reato diverso e pi¨ grave, pur non avendolo previsto e anzi ritenuto evitabile, risponde comunque di un reato doloso Ś sempre che esso non venga a configurarsi come evento atipico, cagionato da circostanze eccezionali e del tutto imprevedibili, che spezzino il rapporto di causalitÓ tra la condotta e la volizione del concorrente Ś sulla base di un atteggiamento qualificabile come colposo, consistente appunto nell'essersi affidato, per realizzare l'altra condotta dolosamente prevista e voluta, anche all'attivitÓ di altri, che pu˛ non essere suscettibile di controllo.

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