Cassazione civile Sez. II sentenza n. 2897 del 25 marzo 1987

(1 massima)

(massima n. 1)

Il criterio discretivo tra denuncia di nuova opera e denuncia di danno temuto risiede soltanto nel diverso modo in cui l'attivitā umana ha determinato l'insorgere del pericolo e nella conseguente diversitā del rimedio da adottare. La prima, infatti, postula un facere, cioč l'intrapresa di un quid, nel proprio o nell'altrui fondo, capace di arrecare pregiudizio al bene oggetto della proprietā o del possesso del denunciante, e prevede come rimedio l'inibizione di tale intrapresa o la subordinazione della sua prosecuzione all'adozione di determinate cautele; la seconda postula, invece, un non facere, ossia l'inosservanza dell'obbligo di rimuovere una situazione di un edificio, di un albero o di qualsiasi altra cosa, comportante pericolo di un danno grave e prossimo per il bene in proprietā o in possesso del denunciante, e prevede come rimedio l'ordine, a chi abbia la piena disponibilitā della cosa costituente pericolo, di eseguire quanto necessario per la rimozione della causa di quest'ultimo.

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