Cassazione penale Sez. III sentenza n. 949 del 13 gennaio 2015

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini dell'applicazione dell'art. 47 c.p., non č sufficiente che l'imputato affermi di non avere avuto la consapevolezza su un elemento costitutivo del reato che caratterizza il fatto tipico, ricadendo su chi invoca l'errore l'onere di provare - o almeno di allegare elementi specifici che consentano una verifica dell'assunto - di aver agito presupponendo una realtā diversa da quella effettiva. (Fattispecie in tema di ignoranza dell'etā della persona offesa del reato di prostituzione minorile commesso in epoca antecedente all'introduzione dell'art. 602 quater, c.p.).

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