Cassazione penale Sez. III sentenza n. 14954 del 13 aprile 2015

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di intercettazione di conversazioni o comunicazioni, il presupposto della sussistenza dei gravi indizi di reato, non va inteso in senso probatorio (ossia come valutazione del fondamento dell'accusa), ma come vaglio di particolare serietÓ delle ipotesi delittuose configurate, che non devono risultare meramente ipotetiche.

(massima n. 2)

Nel caso di pluralitÓ di reati - unificati dal vincolo della continuazione - la durata della pena accessoria secondo il criterio fissato dall'art. 37 cod. pen. va determinata con riferimento alla pena principale inflitta per la violazione pi¨ grave, con l'eccezione dell'ipotesi di continuazione fra reati omogenei, nella quale l'identitÓ dei reati unificati comporta necessariamente la applicazione di una pena accessoria per ciascuno di essi, di modo che la durata complessiva va commisurata all'intera pena principale inflitta con la condanna, ivi compreso l'aumento per la continuazione, ferma restando in ogni caso la necessitÓ di rispettare il limite edittale massimo previsto per la specifica sanzione accessoria da applicare. (Fattispecie in tema di pena accessoria del ritiro della patente di guida prevista dall'art. 85 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).

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