Cassazione civile Sez. II sentenza n. 3455 del 10 luglio 1978

(1 massima)

(massima n. 1)

Per stabilire il dies a quo del termine di decadenza dell'azione possessoria, l'indagine, tipicamente di fatto, in ordine alla autonomia, o meno, dei diversi atti in cui si concreti lo spoglio o la molestia deve essere compiuta tenendo conto anche del tenore della domanda, nel senso che, quando lo stesso ricorrente in sede possessoria si lamenti non già di singoli atti di spoglio o di molestia, bensì del fatto unitario risultante dalla loro reiterazione non è consentito al giudice, senza incorrere un vizio logico, scomporre il fatto denunciato nei singoli atti in cui si manifesta e a ognuno di essi riferirsi per stabilire la data di decorrenza del termine suddetto.

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