Cassazione penale Sez. I sentenza n. 4328 del 4 agosto 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

La detenzione domiciliare applicata in luogo del rinvio dell'esecuzione della pena, escludendo la sottoposizione del condannato al regime penitenziario e consentendogli di vivere dignitosamente nell'ambito familiare e provvedere nel modo pi¨ ampio alla cura della sua salute, non pu˛ considerarsi, in astratto, contraria al senso di nullitÓ. Ne consegue che il giudice pu˛ disporla in tutti i casi in cui, malgrado la presenza di gravi condizioni di salute, il condannato sia in grado di partecipare consapevolmente a un processo rieducativo che si attua attraverso i previsti interventi obbligatori del servizio sociale e residui un margine di pericolositÓ sociale che, nel bilanciamento tra le esigenze del condannato e quelle di difesa sociale, faccia ritenere ancora necessario un minimo controllo da parte dello Stato.

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