Cassazione penale Sez. I sentenza n. 2268 del 2 marzo 1992

(1 massima)

(massima n. 1)

Non sussiste incompatibilitÓ concettuale tra la circostanza aggravante della premeditazione e vizio parziale di mente operando la prima sul piano del dolo ed il secondo sull'imputabilitÓ. Ci˛ per˛ non esclude che sul piano concreto, si verifichi siffatta incompatibilitÓ tutte le volte che si riscontri che la malattia mentale incida sulle capacitÓ critiche determinando la fissazione dell'ideazione, senza possibilitÓ del sorgere di quel conflitto interiore tra spinte al delitto e controspinte inibitorie, che costituisce il fondamento del maggiore disvalore della condotta e dell'aggravamento di pena. ╚ questo un accertamento di fatto, collegato alla tipologia e gravitÓ della patologia, che sfugge a censure di legittimitÓ quando sia adeguatamente e logicamente motivato.

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