Cassazione penale Sez. V sentenza n. 3295 del 20 aprile 1983

(1 massima)

(massima n. 1)

L'uso di valori di bollo contraffatti o alterati, punito dall'art. 464 c.p. come reato autonomo se commesso da chi non sia concorso nella contraffazione o nell'alterazione, è quello conforme alla naturale destinazione dei valori; non vi rientra, pertanto, il trasferimento ad altri di valori di bollo falsificati, che da luogo al più grave delitto di messa in circolazione, previsto dall'art. 459 c.p.

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