Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 9436 del 20 ottobre 1997

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, per la configurabilitā della ragion fattasi la pretesa arbitrariamente attuata dall'agente deve corrispondere perfettamente all'oggetto della tutela apprestata in concreto dall'ordinamento giuridico, caratterizzando il reato solo la sostituzione, da parte dell'agente, dello strumento di tutela pubblico con quello privato. (Fattispecie in tema di scalpellamento della gradinata di un edificio destinato ad uso pubblico, non corrispondente alla eliminazione delle barriere architettoniche, ma costituente un ulteriore impedimento all'accesso: la S.C. ha annullato la sentenza impugnata qualificando il fatto come danneggiamento).

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